venerdì 25 maggio 2012

Le proprietà del Luppolo

Il luppolo non è solo un componente fondamentale della birra, ma anche una fonte di principi attivi utili alla formulazione di farmaci per curare malattie.

Uno studio condotto presso l’Université Catholique di Louvain a Bruxelles in Belgio e pubblicato sulla rivista PLoS ONE ha sottolineato il ruolo potenziale dei principi attivi contenuti nel luppolo nella lotta al diabete e all’obesità. I ricercatori hanno testato alcuni componenti del luppolo, su alcuni topolini di laboratorio obesi e affetti da diabete di tipo 2. Per otto settimane questi topolini sono stati costantemente sottoposti a test e controlli: si è visto che questi principi attivi del luppolo erano in grado di influenzare la permeabilità intestinale, regolavano la sensibilità all’insulina normalizzandola e agivano in maniera positiva sul metabolismo in generale. Serviranno sicuramente ulteriori studi su questo argomento, ma gli autori della ricerca in questione si dicono convinti che i principi attivi del luppolo potrebbero essere utilmente impiegati nella formulazione di nuovi farmaci da utilizzare nella cura dei disturbi del metabolismo.

Fonte: Everard A. et al. Tetrahydro iso-Alpha Acids from Hops Improve Glucose Homeostasis and Reduce Body Weight Gain and Metabolic Endotoxemia in High- Fat Diet-Fed Mice. PLoS ONE 7(3): e33858 dal sito Birrainforma

lunedì 5 marzo 2012

Pressione alta e sale in cucina

Chi soffre di pressione alta, sa bene che con il sale è meglio non eccedere, ma la stessa regola dovrebbe valere per tutti, perché se consumato in quantità eccessive, può comportare problemi per la salute, favorendo l’insorgere di patologie come l’ipertensione, l’insufficienza cardiaca e l’insufficienza renale.
Per ridurre l’apporto di sale nella nostra dieta è sufficiente seguire qualche piccolo accorgimento. Ad esempio, è utile diminuire il consumo dei cosiddetti cibi da fast food, come le patatine, i cheeseburger, basti pensare che solo due fette di pizza contengono 1000 mg di sodio, vale a dire l’assunzione consigliata di un giorno.

Se vi capita di andare al ristorante, chiedete al cuoco di ridurre il sale nelle pietanze, spesso, infatti, anche e soprattutto nei ristoranti di lusso, se ne fa un grande abuso. Leggere con attenzione l’etichetta degli alimenti che riporta il contenuto di sodio, è un ulteriore accorgimento. Bisogna fare attenzione in particolare ai cibi salati tra cui acciughe, sottaceti, salsa di soia, zuppa in scatola, condimenti per insalate, hot dog, succo di pomodoro e ketchup.

Se soffrite di ipertensione, le spezie e le erbe sono un ottimo sostituto del sale ed eccezionale per esaltare il sapore delle pietanze. In genere, poi, i cibi surgelati sono da preferire a quelli in scatola che contengono più sale, in ogni caso quando si utilizzano verdure in scatola, è buona regola evitare di usare il liquido presente all’interno, che è solitamente un concentrato di sale.

Sughi e salse già pronte sono da mettere al bando poiché contengono grandi quantità di sodio. Anche il consumo degli snack salati come patatine fritte o crackers andrebbe evitato, o per lo meno, ridotto. Un altro stragemma utile, è quello di salare il cibo dopo la cottura poco prima di servire a tavola. Infine, allenate le papille gustative a godere di cibi meno salati riducendo gradualmente la quantità di sale presente negli alimenti.



Fonte: Medicinalive.it

sabato 18 febbraio 2012

In cosa consiste la plicometria?

Valutazione Antropometrica - IL PLICOMETRO

Lo scopo della valutazione antropometrica è quello di descrivere la composizione corporea attraverso metodi e modi semplici. Per misurazione antropometrica (termine greco) intendiamo la misurazione di altezza, peso e pliche cutanee (pelle).
La Plicometria consiste nel misurare le pliche di vari distretti del corpo valutando le riserve adipose corporee. 

Per fare questo abbiamo bisogno di un PLICOMETRO o Plicodinamometro. 
Le pliche da reperire solitamente sono 4:
- Bicipitale (braccio anteriore)
-Tricipitale (braccio posteriore)
- Sottoscapolare (Angolo inferiore della scapola, plicando trasversalmente)
-Sovrailiaca (sulla linea medioascellare)
La somma dei dati rilevati, confrontati con specifiche tabelle, considerando anche la fascia di età) permettono di valutare la percentuale di grasso corporeo.

Fonte: Dietista Paola Chiari

domenica 4 dicembre 2011

Considerazioni personali

Intitolo così questo post che non ha niente di scientifico o divulgativo. E' che "sfogliando" le pagine in internet mi è balzata agli occhi una nuova figura professionale di cui ignoravo completamente l'esistenza... e questo mi ha spinto a una riflessione.

Il mio percorso personale e lavorativo è stato vario, per lo più per necessità questo è vero, ma in questo modo ho avuto l'opportunità di toccare i diversi aspetti che la mia professione offre. Ho lavorato nei reparti ospedalieri, in due diverse società di ristorazione ospedaliera e scolastica, ho insegnato (scuola materna, elementare, superiori), ho fatto l'informatore scientifico e collaborato con società farmaceutiche, ho coltivato sempre la libera professione. Ed è qui che nascono le mie perplessità, ogni giorno nuove a dirla tutta!

Quando mi si chiede che lavoro faccio i rispondo sempre "sono una dietista" e ogni volta che lo dico mi torna in mente il mio professore (Carlo Cannella) che la prima lezione ci disse:

Carlo Cannella
"Per riuscire bene in una professione occorrono 3 cose: 
SAPERE, SAPER FARE, SAPER ESSERE, 
per le prime due c'e rimedio, ma se manca la terza 
non c'è nulla da fare 
avete sbagliato mestiere"
Queste parole mi hanno talmente colpito da farne la mia filosofia di vita!

Con il passare degli anni e dei lavori che andavano e venivano mi sono ritrovata spesso a pensarci e a riflettere sul fatto che avessi o no sbagliato mestiere... ma ogni volta ripesavo alla soddisfazione di aver aiutato un paziente a stare meglio e a sentirsi migliore. Quindi ogni volta ho concluso che è questo il lavoro che voglio fare, perché questo è quello che sono!

Perciò mi indigno ogni volta che altre figure professionali invadono il mio campo!

In un mondo in cui se vuoi lavorare devi letteralmente "inventarti qualcosa" non trovo giusto uscire dai propri limiti e in un campo come quello alimentare in cui gli errori non provocano effetti a breve termine, a meno di errori veramente gravi, vedo che ognuno dice la sua opinione e tutti si mettono a dare "consigli alimentari". Non c'è rivista che non proponga la sua "dieta del..." che assicura un dimagrimento veloce e senza fatica, non c'è Personal Trainer in palestra che non ti dica cosa devi mangiare per mettere su massa muscolare o bruciare grassi in eccesso, ho incontrato "Iridologi" che dalle macchie presenti nell'iride ti dicono quali alimenti escludere dalla tua alimentazione, ho collaborato con una omeopata che mi diceva che "la dieta non serve a niente e che tutti sanno come si deve mangiare solo che non vogliono farlo".
Mi disturba profondamente che la laurea specialistica dedicata alla mia categoria professionale mi dia la possibilità di iscrivermi all'albo dei biologi (se questo fosse stato il mio obiettivo avrei continuato a studiare biologia come avevo iniziato!).
concludo questo mio sfogo puramente personale facendo una domanda...

COS'è UN ETOLOGO ALIMENTARE? 
ma soprattutto...
COSA FA???

venerdì 25 novembre 2011

Sarcopenia, parte la campagna “Più forza nella vita”


Perdita della massa muscolare
La sarcopenia è la perdita di massa muscolare dell’essere umano man mano che gli anni passano e la vecchiaia aumenta. In tale contesto parte in questi giorni

 “Più forza nella vita”

una campagna specifica volta a combattere questa particolare patologia.

Esperti nutrizionisti  (tra cui la sottoscritta Dr.ssa Monica Razzi) misureranno la massa muscolare degli ultrasessantenni e forniranno dei consigli utili per favorirne una vita il più possibile attiva ed indipendente.

Questa “manifestazione” toccherà nelle prossime settimane oltre 200 farmacie italiane. Punta a sensibilizzare i cittadini sull’importanza di contrastare in maniera adeguata ed attiva la perdita di massa muscolare, al fine di rallentarla in modo sensibile dando modo all’anziano di poter vivere una terza e tà in buona salute ed in movimento. Nel corso dell’incontro con il nutrizionista verranno suggeriti consigli riguardanti una alimentazione bilanciata e completa che preveda, ove ve ne sia bisogno, anche l’uso di integratori.

A tutto ciò ovviamente dovrà essere unita una adeguata attività fisica. Non dobbiamo dimenticare che la sarcopenia è una sindrome (correlata all’età, n.d.r.) caratterizzata dalla perdita progressiva e generalizzata della massa muscolare e della forza fisica. Uno stato che inizia a manifestarsi già intorno ai 40anni è che è stimato abbia colpito almeno 5 milioni di persone nel nostro paese. Studi statistici in materia dimostrano come almeno l’80% degli italiani non conosca il disturbo, anche se ben il 98% vorrebbe conoscere dei metodi o ottenere consigli che, una volta messi in atto, siano in grado di ottimizzare le “performance fisiche” e diano modo di recuperare della forza.

Uno studio condotto dal Centro di Medicina dell’Invecchiamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma su oltre 500 italiani over 60 in 8 città: ha evidenziato come i primi sintomi di tale sindrome siano un senso di affaticamento nel salire le scale e difficoltà nel portare la spesa. Spiega il dott. Francesco Landi, coordinatore della ricerca:
"La perdita di massa ed efficienza muscolare è un problema molto sentito dalla maggioranza delle persone che abbiamo intervistato. Perché questo si traduce nella difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. La sarcopenia, infatti, è la principale causa di invalidità e debolezza nell’anziano."
 Dieta bilanciata e movimento fisico sono le armi migliori per combatterla. Testimonal di eccezione, Yuri Chechi.

martedì 22 novembre 2011

Il peso eccessivo e consumo di droghe

Un'indagine condotta in Italia rivela che fra gli studenti delle scuole superiori con disturbi alimentari il consumo di sostanze illegali è decisamente maggiore rispetto ai coetanei di peso normale. Il consumo eccessivo di cibo nei soggetti obesi è infatti caratterizzato da una perdita di controllo simile al comportamento compulsivo osservato nei consumatori di droghe illegali e negli alcolisti.


Un'indagine condotta su oltre 33.000 studenti italiani delle scuole superiori rivela che gli adolescenti con un peso che si discosta dalla norma, sia sovrappeso sia sottopeso, consumano dal 20 al 40 per cento più droghe illegali rispetto ai loro coetanei di peso normale. Lo studio, 
pubblicato sulla rivista “plosONE” (...) "In particolare, considerando l'uso frequente (10 o più volte negli ultimi 30 giorni), per la cocaina si osserva una percentuale d'uso nei normopeso dello 0.3% e nei sovrappeso dello 0.6%; per l'eroina e per gli allucinogeni i valori sono rispettivamente 0.3% - 0.7%; per gli stimolanti, normopeso 0.4% - obesi 0.7%; per i tranquillanti, normopeso 0.6% - sovrappeso 1.2%. Se invece consideriamo globalmente gli adolescenti con un peso che si discosta dalla norma (sovrappeso e sottopeso), il maggiore consumo di stupefacenti è del 20-40%". Il divario non vale per la cannabis, che vede anzi una leggera prevalenza tra i normopeso con il 2.4% contro il 2.1% dei sovrappeso."  Anche per altri comportamenti a rischio come il fumo di sigaretta e il binge drinking (cinque o più bevute nella stessa occasione) si segnala una preponderanza fra gli adolescenti sovrappeso. "Per le ubriacature abbiamo rilevato una frequenza tra i normopeso del 14% e tra i sovrappeso del 17%. Per i fumatori la percentuale tra i normopeso è del 26.6% mentre tra i sovrappeso del 30.5%".

L'ipotesi da cui sono partiti i ricercatori per condurre questo studio è che l'obesità implichi dipendenza da cibo, così come si verifica nell'abuso di altre sostanze. Anche il consumo eccessivo di cibo nei soggetti obesi è caratterizzato infatti da una perdita di controllo simile al comportamento compulsivo osservato nei consumatori di droghe illegali e negli alcolisti. Un'ulteriore analisi ha mostrato che il rapporto tra questi due fattori è in buona parte mediato da fattori psicosociali come livello di istruzione, autostima, rapporto con i genitori, e amicizie.

Gli adolescenti sono un target importante di indagine e di prevenzione in questo settore. In primo luogo, perché il peso e l’abitudine a mangiare in modo anomalo acquisiti nei primi anni di vita vengono con elevata probabilità mantenuti nell'età adulta: circa un terzo (dal 26 al 41 per cento) dei bambini età prescolare, la metà (dal 42 al 63 per cento) dei bambini in età scolare, e 
FINO AL 70% DEGLI ADOLESCENTI OBESI DIVENTANO INFATTI ADULTI OBESI
In secondo luogo, la comparsa precoce di obesità comporta la prolungata esposizione ai fattori di rischio che sono correlati a tale condizione. In terzo luogo, la tossicodipendenza inizia a questa età e gli adolescneti sono anche estremamente sensibili alle influenze psicosociali.

Le radici sociali del problema
I ricercatori sottolineano come, (...) Va sempre tenuto a mente che gli atteggiamenti alimentari e l’immagine di sé dipendono fortemente dal retroterra culturale e dalla pressione sociale. I disturbi alimentari e la tossicodipendenza possono indicare una bassa autostima, modulata almeno in parte dall'interazione con i coetanei e genitori.[1]


Fonte: [1] Le Scienze 


Colgo l'occasione per ricordare che stanno partendo di nuovo i Corsi di Educazione Alimentare del Progetto Educ.Ali.

sabato 6 agosto 2011

Cuore di Pomodoro

A quanto pare quando Rita Pavone cantava “viva la pappa al pomodoro” aveva proprio ragione. Questo ortaggio non solo fa bene al nostro organismo in generale per le vitamine e le sostanze nutritive che contiene, ma in particolare , come spiega Guidalberto Guidi, cardiologo, sarebbe un toccasana per il nostro cuore. Ed un ottimo alleato contro diversi disturbi ad esso correlati. 
"Il pomodoro è ricco di licopene, un antiossidante che si è rivelato prezioso nella riduzione non solamente delle malattie cardiovascolari, ma anche degli infarti. Ha inoltre un risvolto positivo anche nei pazienti che soffrono di ipertensione."

Va ricordato infatti che ciò che mangiamo può avere sia un ruolo positivo che negativo nel contrasto alle principali malattie metaboliche e cardiovascolari che colpiscono l’organismo, funzionando come dei veri e propri medicinali integrativi naturali.

Continua il cardiologo: "Come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, mangiare bene e in modo equilibrato, mantenendo un peso corporeo ideale, è uno dei cardini per poter vivere in salute e a lungo. La dieta ha un’influenza preponderante sul rischio di malattie e in particolare di malattie coronariche. Del resto, oggi le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e invalidità nel mondo occidentale, più di tutti i tipi di tumore: se si aggiungono anche le patologie broncopolmonari, che sono strettamente legate al sistema cardiocircolatorio, la percentuale sale ulteriormente."

La pappa al pomodoro, piatto toscano della tradizione, riunisce in sé tutti quegli elementi necessari affinché il nostro corpo possa vivere a lungo e in buona salute, avendo cura di mantenere il cuore sano. 
Conclude il medico: "La pappa al pomodoro, un piatto indice di un regime alimentare basato sui “prodotti mediterranei”, può rappresentare il primo passo. Già i nostri nonni preparavano questo piatto semplice, definito anche povero per i suoi ingredienti, ma dal grande apporto nutrizionale. Nella pappa al pomodoro si utilizzano verdure, olio extra vergine di oliva e pane toscano. Tutti ingredienti caratteristici della nostra dieta mediterranea.

Una maniera gustosa e salutare di combattere acciacchi ed invecchiamento.